La 1ªE, insieme ai docenti di matematica e italiano, da un’idea geniale della professoressa di matematica, ha deciso di riempire una giornata particolarmente faticosa con qualcosa di divertente… ma anche da valutare in entrambe le materie. Così sono nati questi racCONTI: storie, sì, ma con un requisito essenziale, contenere almeno un bel po’ di matematica! Numeri, problemi, formule e fantasia si sono intrecciati dando vita a racconti originali, curiosi e spesso sorprendenti. Alla fine abbiamo premiato i due racconti migliori, arrivati ex aequo, con patatine e cioccolatini. Ora li sottoponiamo a voi: buona lettura!
Escape Room
Una sera d’inverno, una bellissima ragazza dai capelli rossi stava tornando a casa da un’uscita con le sue amiche.
Dopo poco, però, si accorse di un uomo che la stava seguendo, così aumentò il passo. In poco tempo lui la rapì.
Dopo qualche ora, la ragazza si svegliò e si ritrovò in un labirinto, da sola, al freddo.
Una voce iniziò a parlare: “Arianna… ti diamo il benvenuto nel labirinto senza fine. Il gioco è semplice: trova la fine. Attenta, però, ci saranno problemi da risolvere. Buona fortuna”.
Dietro di lei si aprì una porta. Capì che il gioco era già iniziato.
“Arianna, ecco la prima prova. Semplice, no? Ricordati che è solo l’inizio”, disse la voce.
Sulla porta apparvero dei numeri e, con loro, un pennarello. Sulla porta c’erano alcune equazioni delle elementari:
“….. + 8 = 10,
7 + …. = 20,
5 …. 7 = 12
e 3 • …. = 12”.
“Ma è semplicissimo: 2, 13, + e 4”.
La porta si aprì e dietro questa c’era un lungo corridoio nebbioso e freddo.
Camminò lungo il sentiero e trovò la seconda prova. Sentì la voce dire: “Ora le cose iniziano a complicarsi”.
Sulla porta c’era scritto: “Qual è l’area del quadrato?”.
“È ancora più semplice di prima: è base per altezza”, disse Arianna, e scrisse con il pennarello b•h sulla porta.
Questa si aprì e trovò una stanza piena di laser.
“Che sarà mai?”, pensò lei.
Provò a lanciare qualcosa sul laser, ma questo si disintegrò. Un po’ spaventata, iniziò a superarli poco a poco.
Completata la missione, trovò finalmente una porta senza numeri sopra, ma con uno strano disegno di un pesce piuttosto piccolo.
“Ingrandisci questo pesce di tre volte”, disse la voce.
Arianna iniziò a pensare: “Se il pesce è di 2 cm, dovrò farlo di 6 cm”.
Ancora una volta la porta si aprì e trovò una busta con sopra scritto “Cinque minuti”.
La voce iniziò a parlare e disse: “Hai cinque minuti di tempo da quando apri la busta. Se il tempo scade, preparati a correre”.
Arianna, spaventata, aprì la busta e si trovò davanti tre problemi geometrici. Iniziò a risolvere il primo:
“Un rettangolo ha la base di 30 cm e la diagonale di 20 cm: trova l’altezza”.
Arianna iniziò a risolvere le addizioni.
“La risposta del primo è 22 cm”.
Non avendo la calcolatrice, era più difficile risolvere i problemi. Arianna si fece forza e iniziò a risolvere anche il secondo.
“Un triangolo rettangolo ha due cateti di 20 e 25 centimetri: trova l’ipotenusa”.
“Molto facile questo problema: la risposta è 32 cm”.
Rimanevano solo tre minuti. Iniziò a velocizzarsi per completare il terzo e ultimo problema:
“Un rettangolo ha due cateti di 30 e 25 cm: trova la diagonale”.
Con un po’ di difficoltà riuscì a completare anche il terzo.
“La risposta è: √30² + 25² = √900 + 625 = √1525 = 39. La diagonale è 39 cm”.
La voce disse: “Brava, la nostra scienziata, ma visto che non mi va di lasciarti andare, ti farò fare un’altra prova. Arianna, inizia a correre. Trova la via di uscita prima di venire schiacciata viva”.
Arianna, molto spaventata, si girò intorno e si sbloccò una via di uscita. Iniziň a suonare una sirena e sentì la voce per l’ultima volta:
“Mi dispiace doverlo fare, ma fa parte del gioco. Ti consiglio di iniziare a correre”
Veronica Monopoli, Ginevra Napolitano, Emily Ortolani 1E
Il coniglio e la volpe
C’era una volta, nel bosco, un coniglio che odiava la matematica. Un giorno, mentre andava a cercare cibo, trovò una grotta buia. Il coniglietto si avvicinò, molto curioso di sapere cosa ci fosse dentro: «Forse ci sono carote o cibi che mi piacciono?», pensò. Dopo aver riflettuto qualche minuto, decise di entrare nella grotta per vedere cosa c’era di bello.
Una volta dentro, trovò un calcolo di matematica scritto sulla porta: 4 + 2 = ? Il coniglietto pensò: «Non sono così stupido da non sapere fare 4 + 2!». Dopo aver risolto il semplice problema, la porta si aprì e lui trovò una vasca piena di frutti. Felice, decise di tornare anche il giorno dopo per vedere se quel posto c’era ancora.
Il giorno seguente, il coniglietto ritornò alla grotta. Stavolta il calcolo sulla porta era molto più difficile: 3 + 8 × 2 = ? Lui calcolò subito e scrisse come risultato 22. La porta si aprì di nuovo e trovò di nuovo la vasca piena di frutta. Ma quando provò a uscire, scoprì che la porta d’uscita era chiusa. Il coniglietto rimase intrappolato nella grotta e urlò: «Aiuto! C’è qualcuno?».
Comparve una volpe, che gli disse: «Per uscire dalla grotta, devi risolvere questo problema: calcola l’area e il perimetro di un rettangolo, di cui un lato misura 20 cm e la diagonale misura 101 cm».
Il coniglietto rispose disperato: «Ma io queste cose non le so!». La volpe non gli rispose, così lui provò comunque a risolvere l’esercizio.
Prima di tutto, provò a calcolare il perimetro: P = (20 × 2) + (101 × 2) = 40 + 202 = 242 cm
La volpe disse che aveva sbagliato: prima bisognava calcolare il lato mancante con il teorema di Pitagora. «Ma cos’è il teorema di Pitagora?», si chiese il coniglietto. La volpe non rispose e, dopo ore di tentativi, lui riuscì finalmente a trovare la soluzione.
Jessica Hu e Amy Zheng 1E