Immagina che questo breve testo costituisca la situazione iniziale di un racconto di tua invenzione. Continua la storia e dai un titolo.
Per un certo numero di anni, qui a Milano, ho abitato in piazza Castello, all’estremità dei numeri pari. Di notte lasciavo la mia auto, allora una giardinetta Fiat, posteggiata lungo il marciapiedi. E spesso mi dimenticavo di chiuderla a chiave. Una mattina, aperta la portiera, ho fatto per sedermi, quando ho notato che sul sedile a destra c’era un pacchetto. Era un rozzo involucro fatto con carta di giornali e legato con uno spago…
Accettare le differenze
Io, incuriosito, andai a vedere cosa c’era nel pacchetto. All’interno trovai una letterina di mio nipote in cui mi aveva scritto gli auguri di buon compleanno con un pancake e un invito al suo spettacolo di fine anno che la scuola aveva organizzato al teatro Guanella. Era tra una settimana. Senza pensarci avevo già deciso di andare allo spettacolo perché mio nipote Filippo era bello, dolce e scherzava sempre con la mia testa pelata e i miei pochi capelli bianchi. Filippo era il figlio di Elisa, mia figlia, una ragazza dai lunghi capelli biondi e con un bel sorriso. Aveva sposato quel poveraccio di Simone, a me lui non piaceva, troppi muscoli e molto disordinato.
Finalmente il giorno dello spettacolo era arrivato, io ero molto felice finché non mi accorsi che ero seduto accanto a Elisa e Simone: questi due disgraziati!
La maestra stava dando il benvenuto allo spettacolo, io feci un commento negativo su di loro, Simone mi sentì e iniziammo a discutere; un altro genitore ci disse di far silenzio; da lì in poi il caos, eravamo tutti molto agitati.
D’improvviso una dolce voce dal palco zittì tutti. La voce ci disse che bisognava imparare ad accettare le differenze, di saper lasciar andare il passato e di vivere insieme con rispetto e amore. L’importante era essere felici!
Quelle parole ci hanno fatto riflettere. Noi tre abbiamo deciso di accettare le nostre differenze, di superare il passato e abbiamo iniziato a volerci bene.
di Stefano Fabian Sanchez de la Cruz, 1D