C’è una telefonata che nessun fan dei film horror potrà mai dimenticare: un numero sconosciuto, una voce distorta… e una domanda semplice, quasi innocente. “Qual è il tuo film horror preferito?”. Con quella frase, nel 1996, Scream ha cambiato per sempre le regole del gioco. Non era soltanto un altro slasher, e Ghostface non era il solito mostro immortale: era un killer che conosceva i film tanto quanto lo spettatore in sala.
Quando nel 1996 Scream arrivò nelle sale, il cinema horror stava vivendo un momento di stanchezza: i grandi villain degli anni ’80 erano ormai caricature di sé stessi e il pubblico sembrava aver perso interesse per gli slasher tradizionali. Wes Craven, già autore di classici come Nightmare – Dal profondo della notte, decise allora di sovvertire le regole del genere, non abbandonando ma rendendole esplicitamente parte integrante della narrazione. Il risultato fu una rivoluzione: Scream non solo rilanciò lo slasher, ma inaugurò una nuova era di horror consapevole, autoironico e metacinematografico.
Un killer mascherato e una protagonista resiliente
La maschera di Ghostface (ispirata all’“Urlo” di Munch ma declinata in chiave pop) è diventata icona. Dietro di essa, però, non c’è un essere soprannaturale o immortale, bensì assassini reali, spesso motivati da trauma, ossessioni e soprattutto dal desiderio di “riscrivere” narrative cinematografiche.
La protagonista Sidney Prescott, interpretata da Neve Campbell, rappresenta una final girl complessa: forte ma vulnerabile, in fuga dal proprio passato e costretta a confrontarsi con la spettacolarizzazione mediatica della violenza che la circonda.
Io purtroppo non sono nato negli anni in cui è uscito il primo film, ma bensì molto tempo più tardi, ma dopo che mi si è stato consigliato uno dei film quando avevo solo 12 anni (il quale mi sembra che fosse stato il quarto) da un amico delle medie ho scoperto una saga che mi piace fino al giorno d’oggi.
Perciò sono molto sicuro di dire che sia una saga che vale molto la pena per chiunque sia un fan dei film horror, ed è per questo che la consiglio moltissimo!
di Liang Javier Aguila, 1M
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